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ARAZZI, STENDARDI, PARAVENTI. Un vento di libertà anima la pittura

Ultimi giorni per visitare la mostra “Arazzi, Stendardi, Paraventi. Un vento di libertà anima la pittura”, aperta fino al 29 marzo presso lo storico Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno.

Costruito nel XVII secolo per volere di Bartolomeo III Arese, il palazzo è una delle più prestigiose "ville di delizia" lombarde. Passato ai Borromeo tramite matrimonio nel tardo Seicento, il complesso si distingue ancora oggi per i suoi magnifici affreschi barocchi, il giardino all'italiana e un'architettura che rispecchia fedelmente il potere nobiliare dell'epoca.


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 In questa cornice d'eccezione, la mostra a cura di Andrea B. Del Guercio presenta le opere di una generazione di artisti (classe ’90): Rachele Frison, Arianna De Stefani, Ascanio Ciardulli, Elisa Schiavina, Mario Cerrone, Giacomo Giori, Alfredo Romio, Lucrezia Zaffarano, Gabriele Artusio, Simone Russo, Giulia Moretti, Ottavio Mangiarini, Sasha Toli, Anna Botticini, Caterina Dondi e Riccardo Morandi.

“Le sale affrescate di Palazzo Arese Borromeo accolgono un’esposizione completamente inedita, nata sulla base della libera creatività dell’arte contemporanea condotta e realizzata da creativi che hanno accettato la scommessa e aperto un confronto con la Storia dell’Arte e dell’Architettura”, spiega il professor Andrea B. Del Guercio.

Qui, gli affreschi secenteschi diventano protagonisti di un’interlocuzione viva. Particolarmente ammirevole è la scelta di confrontarsi con il paravento: un oggetto nato in Cina e diffusosi in Europa (specialmente in Francia) solo nel Settecento, che i giovani artisti reinterpretano come superficie narrativa contemporanea.


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Foto di Anna Pendoli, installation view, Elisa Schiavina, ARAZZI, STENDARDI, PARAVENTI. Un vento di libertà anima la pittura, 2026


Colpisce, in particolare, l’opera di Rachele Frison, realizzata ad hoc per l’occasione: i suoi profondi toni blu creano un contrasto magnetico con le cromie della sala, ma allo stesso tempo il paravento sembra fondersi completamente con l'affresco. Le figure delle bagnanti dipinte sul paravento appaiono come un ideale prolungamento della paesaggistica ritratta sulle pareti, quasi fossero spinte anch'esse a bagnarsi in quel paesaggio senza tempo, annullando ogni distanza tra passato e presente.

Tra natura e artificio, forme ambigue e movimenti sinuosi, le figure sembrano correre per non essere viste, cercando rifugio proprio nei boschi dipinti sulle pareti circostanti.

Così si presenta oggi Palazzo Arese Borromeo: non solo monumento del passato, ma prezioso scrigno capace di custodire e generare nuovi racconti.


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Foto di Anna Pendoli, installation view, Rachele Frison, ARAZZI, STENDARDI, PARAVENTI. Un vento di libertà anima la pittura, 2026


Redazione



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