
Cyberattacco alle Gallerie degli Uffizi: sicurezza rafforzata e il museo respinge le versioni più allarmistiche
Le Gallerie degli Uffizi di Firenze sono state recentemente al centro dell’attenzione per un presunto attacco informatico che avrebbe interessato i sistemi amministrativi del museo. Secondo alcune ricostruzioni, hacker avrebbero avuto accesso a server interni, con informazioni sensibili come mappe delle sale e codici di accesso, spingendo la direzione a trasferire temporaneamente alcune opere preziose nel caveau della Banca d’Italia e a chiudere al pubblico alcune sezioni. L’episodio ha messo in evidenza la crescente vulnerabilità digitale delle istituzioni culturali, sempre più bersaglio di criminali informatici.
La direzione degli Uffizi ha chiarito che non ci sono stati furti di password critiche né compromissioni dei sistemi di sorveglianza, che operano in circuiti chiusi non collegati a internet. I backup dei server erano completi, consentendo il ripristino rapido dei servizi. Alcune misure straordinarie, come la chiusura di aree espositive o la muratura di uscite, erano legate anche a lavori di ristrutturazione e aggiornamenti dei piani di sicurezza antincendio già programmati.
Le autorità, tra cui la Polizia Postale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, stanno indagando sull’accaduto per rafforzare le difese digitali. Nonostante l’allarme mediatico, l’integrità fisica delle opere e la sicurezza dei visitatori non risultano compromesse, mentre il museo continua a garantire l’accesso alla maggior parte delle collezioni, aggiornando contestualmente le infrastrutture di protezione digitale e fisica.