top of page

Spoglia te e vesti me

< Back

Spoglia te e vesti me: la visione ardente di Rachele Frison

Nella esclusiva Maison d’Art Casa D’Anna ai Cristallini, l’artista Rachele Frison presenta Spoglia te e vesti me, l'evento curato da Chiara Cesari e Giuseppe Melè è promosso da Alessandra Calise Martuscelli (direttrice dell'Ipogeo dei Cristallini) e da Vergini Sanità APS. L’opera site-specific che possiede il respiro delle immagini destinate a restare, non è una semplice rappresentazione di Napoli, ma una trasfigurazione poetica della sua anima più profonda, quella tellurica e visionaria.

Frison costruisce una scena sospesa tra apocalisse e contemplazione: il Vesuvio domina la composizione come una divinità antica, squarciando il cielo con vene incandescenti che precipitano nel mare e si riflettono nell’acqua come un linguaggio primordiale. Tutto vibra in una dimensione cosmica, quasi metafisica; qui la pittura evoca e abbraccia la stessa artista che, assorbita dalla materia liquida della lava, emerge con grazia. Il corpo si dissolve nell’acqua e nella luce vulcanica, fino a diventare esso stesso paesaggio. È qui che l’opera raggiunge la sua intensità più alta: nella fusione assoluta tra identità e natura, tra carne e mito.


6D91B678-D5DA-43CD-AD2C-40F347FA7D98.PNG

Spoglia te e vesti me - Rachele Frison

Il titolo, Spoglia te e vesti me, assume allora il valore di un rito. C’è un’idea antica di trasformazione, di attraversamento spirituale. Spogliarsi significa perdere il superfluo, abbandonare la superficie per accogliere dentro di sé una nuova materia emotiva, una nuova appartenenza.

La grande forza dell’opera risiede nella sua qualità visionaria. Frison abbraccia  il naturalismo, lavorando per simboli incandescenti e stratificazioni emotive. Il mare assume una profondità inconscia; lo stesso vulcano non è semplice estetica paesaggistica, ma diventa energia primitiva, forza creatrice e distruttrice insieme.

Persino la composizione ovale contribuisce a questa percezione sospesa. L’immagine sembra apparire come una reliquia contemporanea, un’icona pagana immersa in una dimensione senza tempo. La cornice dorata amplifica il senso liturgico dell’opera, trasformando la visione in un’apparizione.

Nell’artista esiste una sensibilità pittorica che guarda alla materia emotiva dell’immagine più che alla sua costruzione narrativa. Per questo l’opera evita qualsiasi retorica descrittiva e conquista, invece, una tensione autenticamente poetica, ogni elemento vive in uno stato di metamorfosi continua: acqua che diventa fuoco, corpo che diventa riflesso, paesaggio che diventa coscienza.

Napoli emerge così nella sua forma più vera: città iniziatica, sensuale, vulcanica, attraversata da una bellezza inquieta che non concede distanza.

Spoglia te e vesti me possiede la qualità rara delle opere che non chiedono di essere comprese immediatamente, ma attraversate. Ed è proprio in questa immersione emotiva che risiede la sua forza più contemporanea: trasformare la pittura in esperienza interiore.

1ECE0C46-F7D2-4B3B-A5E4-055B5318C7FE_edited_edited.png

Spoglia te e vesti me - Rachele Frison

Spoglia te e vesti me - Rachele Frison

bottom of page